Noi Calabresi fessi e contenti

Movimento Democratico MeridionaleNoi Calabresi fessi e contenti

A seguito dell’articolo occhio alla matita

Regione al voto a marzo

Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria

Ai consiglieri regionali non rieletti andranno 32 milioni di euro di liquidazioni. Mentre i vitalizi per gli ex supereranno i 100 milioni. ecco i privilegi della casta locale e il governo rinvia il taglio delle poltrone.

Altro che onorevolini. La casta locale dei consiglieri regionali spende e spreca come quella global di Montecitorio. E il diminutivo fa davvero sorridere: costano cari quando sono in carica e si paga salato pure chi perde la poltrona. Berlusconi aveva annunciato sforbiciate e tagli negli enti locali. E invece niente. Succederà tutto di nuovo il 28 e 29 marzo, quando 13 regioni andranno alle urne e l’esercito dei trombati, anziché piangere per la delusione, riderà passando alla cassa. Pronto a intascare la liquidazione d’oro che spetta agli ex e che regalerà oltre 32 milioni di euro netti ai reduci di questa legislatura, senza contare il vitalizio che succhia un centinaio di milioni l’anno e potrebbe crescere del 15 per cento.

Cifre che raddoppiano se si calcola l’esborso lordo per le casse pubbliche e triplicano sommando le regioni che hanno votato in anticipo. Tanto a pagare il conto ci penseranno come sempre gli italiani. La sfera di cristallo per stimare quanti incasseranno la buona uscita non c’è, ma la statistica aiuta.

“L’espresso” ha analizzato i dati delle precedenti elezioni, arrivando a una stima. A ogni ex andranno in media 43 mila euro per 5 anni di carica, già sgravati da tasse e contributi. Con picchi da super manager per i veterani, che in alcuni casi si porteranno a casa fino a 257 mila euro dopo tre mandati. A colpi di simili Tfr per sforare il tetto dei 30 milioni basta che la metà dei 709 consiglieri (e un centinaio di assessori) chiamati al rinnovo non sia rieletto, calcolando due legislature a testa. Sono costi della politica che salgono in silenzio a ogni elezione. Nessuno ci fa caso perché quei parlamentini sembrano minuscoli, contano fra 30 e 90 consiglieri ciascuno. Ma presi tutti insieme fanno quasi 1.100 onorevoli, più di Camera e Senato. Ecco che in bilancio c’è chi infila 8,9 milioni in più come la Lombardia, chi 3,5 come il Veneto o 4 come il Piemonte. Crescono le spese anche nelle regioni più piccole, come le Marche, dove stanziano mezzo milione. “Sono conti fatti a spanne. Noi abbiamo previsto 6 milioni e non è certo che ci basteranno”, spiegano nel Lazio. A Napoli il 28 dicembre su queste spese s’è sfiorata la rissa in aula: “Il presidente Mucciolo faccia chiarezza sul punto, senza se e senza ma”, ha chiesto Angelo Giusto del Pd. Nel bilancio non c’è traccia di quattrini, eppure la legge prevede fra 46 e 140 mila euro, solo in minima parte accantonati con le trattenute. Austerity? Macché, un escamotage per non far crescere, almeno in apparenza, i conti di un consiglio dove quasi il 40 per cento viene inghiottito dagli stipendi dei politici. Fanno oltre 32 milioni l’anno.

Il massimo vitalizio netto è calcolato sul parametro dell’indennità base di un deputato ridotta della percentuale prevista. La cifra scende a seconda del numero di legislature e di altri parametri stabiliti dalle regioni.

Valore al lordo
Fonte: Conferenza nazionale dei Consigli Regionali

In Calabria

Numero consiglieri

50

Stipendio netto (in euro)

min. 8.508 – max. 9.842

Rimborsi netti (in euro)

min. 2.808 – max. 3.511

Indennità netta fine mandato (in euro)                                                                                                 da min. 21.000 un’indennità mensile per ogni anno di mandato

Vitalizio: età di riscossione,% contributi

60 non anticipabile, 25%

I CONSIGLIERI REGIONALI CALABRESI PERCEPISCONO UNO STIPENDIO DI CIRCA 8500 EURO AL MESE MENTRE UN CONSIGLIERE REGIONALE TOSCANO SOLO 3200.

Consiglio approva emendamento per aumento stipendio capigruppo
Giovedì 29 Maggio 2008 23:24
Avrebbe dovuto essere cassato dall’aula. Rifondazione aveva promesso battaglia “moralizzatrice”. L’opposizione manco s’è vista e l’aula, alle 22:20 – con pochissimi consiglieri in aula, Presidente Borrello – approva l’emendamento n. 3761 che sancisce l’aumento del trattamento stipendiale per i capigruppo consiliari.

Fino a qualche minuto fa la norma prevede per i Consiglieri Regionali un trattamento stipendiale pari all’80% di quello previsto per il Deputato al Parlamento Nazionale. Mentre i Presidenti di Commissione percepiscono una indennità pari al 92% di quella di Deputato.

Con l’approvazione dell’emendamento si attribuisce anche ai capigruppo – attualmente sono 10 – verrà elargita una somma di circa 1.300 euro in più al mese.

Vincenzo Raimondi

Dal Decreto Mille Proroghe

Zone franche urbane: ci sarà tempo fino al 31 marzo 2010 per la presentazione delle richieste collegate alle zone franche urbane. L’obiettivo è quello di semplificare ulteriormente le procedure per la realizzazione delle zone franche urbane così da accelerare la creazione di micro-imprese e stimolare nuova occupazione. È resa immediatamente operativa l’agevolazione direttamente ai Comuni interessati (risorse per 100milioni di euro che andranno al taglio degli oneri relativi al costo del lavoro e dell’Ici).

Zone franche per il Sud, la lega ordina Tremonti esegue

ZONE FRANCHE, PITTELLA: TREMONTI ESEGUE ORDINI CONTRO IL SUD 17/01/2010 11.51.07 [Basilicata] ‘’La Lega Nord ordina, Tremonti esegue e cancella il sostegno fiscale alle zone franche, da lui stesso approvato come vicepresidente del Cipe e mandando al macero mesi di trattative con l’Ue, perche’ troppo meridionalista’’. Cosi’ il Vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella, commenta la lettera inviata dal ministro dell’Economia al governatore della Campania, in cui il titolare del dicastero di via XX Settembre conferma lo ‘stop’ al provvedimento arrivato con il decreto ‘Milleproroghe’’. ‘’Tremonti si accorge solo ora che si e’ dimenticato di dare copertura finanziaria alla misura e ‘correttamente’ la lascia inapplicata, lasciando nello sconcerto lo stesso collega di governo allo Sviluppo economico, Scajola che cerca ora la mediazione con enti locali e parti sociali del Meridione – sottolinea Pittella – evidentemente gli ordini del giorno presentati dalla Lega prima di Natale contro la norma, protestando perche’ riguarda solo una citta’ del settentrione su 22 contenute nell’elenco, hanno convinto il ministro dell’Economia a neutralizzare un incentivo destinato in gran parte a sostenere le piccole e medie imprese del Mezzogiorno, gia’ provate dalla sottrazione dei fondi Fas proprio in piena crisi economica’’. ‘’Mi unisco alla richiesta avanzata da altre forze di opposizione perche’ il Parlamento nazionale metta rimedio all’ennesimo intervento a gamba tesa sull’economia meridionale del ministro Tremonti e che ha provocato una vera sollevazione di enti locali e associazioni imprenditoriali – conclude l’europarlamentare eletto nella circoscrizione Sud – abrogando il comma 4 dell’articolo 9 del decreto Mille proroghe e sbloccando i 100 milioni già stanziati, con una copertura facilmente reperibili tra le numerose mance finanziate dal rientro dei capitali dall’estero per lo scudo fiscale’’.

Riportato da:

Vincenzo Raimondi.

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